Il momento migliore della vita, conoscere ciò che c'è così come è

Traduzione in Italiano dell'estratto dell'incontro di Dhamma con Ajahn Sujin su Zoom Domenica 20 Aprile 2025.

Originali (in Inglese)
Trascrizione: https://dhammatranscripts.blogspot.com/2025/05/best-moment-in-life-knowing-what-is-there.html
Audio mp3: https://drive.google.com/file/d/1XKWcfxthwYB_dT2eTOC6lo0lQEWxu0GJ

The best moment in life - knowing what is there as it is
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Ricominciamo, si può conoscere la verità di ciò che c'è così come è?

[Rith: Per la maggior parte delle persone un milione di dollari sono un mucchio di soldi, ma per un miliardario magari non lo sono.]
Ajahn Sujin: Qual è il momento più prezioso nella vita, incluso l'attuale? [È il momento della retta comprensione.] Non il pensare solo alla banca e ai soldi, giusto? [Sì, Ajahn.] Quindi, ciò che c’è in questo momento, che non si è mai conosciuto, o di cui non si è mai sentito parlare, può essere conosciuto adesso? Mentre adesso ci sono già altre realtà, anch'esse sconosciute. Può esserci solo poco alla volta, la conoscenza ciò che è presente così com’è - il momento migliore della vita. Per quanto ci si pensi giorno dopo giorno, che comprensione c'è della verità? Nessuna, giusto? [Sì, Ajahn.] Quindi, ciò che c’è ora, può essere conosciuto così com’è? Anche quando parliamo di soldi, si può conoscere la verità, mentre è presente, proprio allora? Cominciamo di nuovo, cosa c’è proprio ora? Se non ne discutiamo non può proprio essere conosciuta. Quindi cominciamo di nuovo, che cosa c’è adesso, qualunque realtà. Oppure non siamo interessati a comprenderla, è così comune :) Ma cosa c'è di tanto comune? L’ignoranza, la non-comprensione di ciò che c'è, in qualunque momento. Se non si ricomincia ogni volta a comprenderla, parlando di uno dei suoi aspetti, può esser gradualmente compresa così com’è, una alla volta? Se non ne parlassimo affatto, come potrebbe esserci un po’ più comprensione della verità di ciò che c’è adesso, in qualsiasi momento? Cos'è che c’è? Pensare alla banca e al denaro, e all’estratto conto. Può essere compresa? È già stato compresa? O non ancora? [Non ancora.] Non dovremmo parlarne? Per avere una graduale comprensione della verità di qualsiasi momento. [Sì, Ajahn.]

Il mondo dell'atta - nessuna comprensione di ciò che è tanto sottile

Allora, di quale realtà dovremmo parlare in questo momento? Per avere un po’ più di comprensione della sua verità. [Adesso c’è il vedere.] D'accordo, se non ce ne fossero le condizioni, potrebbe sorgere? [Senza condizioni non potrebbe sorgere.] Quindi, cosa ne condiziona il sorgere? [Il vedere è condizionato dalla sua base e dal suo oggetto.] E l’oggetto del vedere sono cento dollari o un milione di dollari? [No.] E il vedere non scompare all’istante? [Sì, Ajahn.] E anche ciò che è visto non scompare all’istante? [Sì, Ajahn.] Si può capire che il vedere è solo un istante di esperienza di un oggetto che non è cento dollari? [Sì, Ajahn.] Non dovrebbe essere sviluppata? Altrimenti, è sempre il mondo dell’atta, senza alcuna reale comprensione di ciò che è tanto sottile. In realtà, non c’è nulla di permanente; qualunque cosa ci sia, dura talmente poco. È presente e poi scompare, non importa cosa sia. Se non c’è ancora la ferma comprensione di questo o di qualunque momento: c’è e cessa, senza possibilità di ritorno, deve esserci l’idea di un sé o di qualcosa, per tutto il tempo. C’è il momento a cui si pensa a cento dollari? E qual è la verità proprio in quell'istante? [È moha a sorgere.] Può essere retta comprensione? Quando è moha, cosa c’è? [C’è qualcuno e qualcosa.] Quindi, nei momenti di moha, ci sono cento dollari, ma quando non è moha, che cosa c’è? Un momento diverso. Il momento in cui si pensa a cento dollari è reale? [Sì, Ajahn, è reale.] Può essere compreso? [Sì.] Allora, che cosa c’è nel momento in cui si pensa a cento dollari? Cosa si può capire? [Si può capire che quel momento in cui si pensa a cento dollari è reale.] Non sei "tu" che pensi, giusto? [È solo un istante di pensiero. Non è “me”.] Ma adesso non sei “tu” a pensare? [Sono ancora “io”.] Non può essere “non-io” solo pensando “non può essere ‘me’”. Non sarei ancora “io” a pensare? E per comprendere la verità di ciò che c’è nella vita, ad ogni istante, è adesso, parliamo di qualunque realtà in modo da capirla un po’ di più. Se diciamo soltanto “non è me, non è io, non è nessuno”, in quel momento stiamo solo pensando, ma in verità, chi pensa? Non sono io, né qualcuno.

In verità è solo il mondo dei dhamma, nama e rupa

Quindi, che cosa c’è nella vita, da un istante all’altro, dalla nascita alla morte, anche adesso? [Ci sono innumerevoli momenti di citta che sperimentano un oggetto.] Solo citta? Oppure, a prescindere da quali siano, sono reali, ma diversi. [Sì, sono reali.] Prima che ci possa essere una ferma convinzione della verità che in realtà non c’è proprio nulla nella vita, non importa cosa, c’è soltanto ciò che sorge per sperimentare l’oggetto che può essere conosciuto, dal primo all’ultimo momento di vita. E la realtà che è vista è condizionata a sorgere, o quella che è toccata o annusata o assaggiata, ogni giorno, tutta la vita, affollata da queste realtà: nama e rupa. Non è vero? In verità, è soltanto il mondo dei dhamma, nama e rupa, a qualunque ora, in questa o in un’altra vita, nella prossima, in quella precedente, sono tutti dhamma. E non dovrebbe esserci la comprensione della verità: ciò che proprio adesso viene scambiato per “me” o “io” - che cos’è? C’è il corpo ora, è il mio corpo? Cos’è il tuo corpo? [È solo rupa.] Non sei tu, è rupa… solo la parola "rupa", oppure cos’è che è rupa? [Ajahn, rupa è ciò che viene sperimentato, ci sono 28 rupa.] Le parole a riguardo, giusto? [Sì.] Ma quale rupa è presente adesso, quale appare? Stiamo parlando delle basi, delle fondamenta per comprendere la verità di ciò che c’è. Quando diciamo o usiamo le parole nama e rupa, per comprendere quale rupa sia presente, e quale nama sia presente, non è sufficiente dire - ciò che sperimenta è nama e ciò che non può sperimentare è rupa, ma adesso - non solo la conoscenza o la comprensione teorica, ma è l’inizio della comprensione della verità di ciò che c’è in qualsiasi momento. Quindi ora, a proposito del corpo - che rupa è? [Potrebbe essere durezza o morbidezza.] Non “potrebbe essere”. Scambi quel rupa per “il mio corpo”, per questo adesso c’è il corpo. Quale caratteristica del corpo appare e viene scambiata per il corpo - “il mio corpo”, cos’è? La verità ultima è lì a ogni istante, può essere studiata, e potrà essere realizzata, quando verrà il momento, per avere una comprensione più chiara e profonda della sottilissima realtà presente, non soltanto a parole - ad ogni istante devono esserci i nama, le realtà che sorgono per sperimentare l’oggetto, senza forma né aspetto, totalmente prive di rupa, e l’altra realtà che non può sperimentare alcunché. Sono condizionate a sorgere, ognuna con la propria caratteristica, proprio ora. C’è il tuo corpo in questo momento? [Non c’è il mio corpo.] Cosa c’è che non è il tuo corpo? [È solo rupa.] Sì, ma non è la parola “rupa”, ma quale tipo di rupa appare? Ha la sua caratteristica, non soltanto “rupa, io sono rupa”. [C’è durezza, morbidezza.] Una alla volta, per favore: non possono apparire contemporaneamente. [C’è la durezza ora.] Durezza - in quale momento, quando appare? [In questo momento.] Che cos’è questo momento? [Mi dispiace, Ajahn, non conosco la risposta.] Va bene, hai detto che ciò che scambi per il tuo corpo adesso, in verità, non è un corpo, è un rupa, allora, quale rupa c'è adesso, che non è il tuo corpo? [C'è la durezza.] D'accordo, e appare? [Sì, Ajahn, appare adesso.] Che momento è “adesso”? [Il momento di sperimentare la durezza.] Quindi, ora, nel momento in cui sperimenti la durezza, appare qualcos’altro? Quindi adesso non ci sono solo le parole, “non è me, non è corpo”, ma ci deve essere la comprensione del momento quando questa non è il mio corpo - perché è… che tipo di rupa? “Non è il mio corpo, non sono io, non è nessuno” si può dire in qualunque momento, in qualsiasi occasione, ma il momento in cui c'è la verità - questa non è me, questa non è il mio corpo - è il momento in cui questa viene compresa: ciò che c'è non appare come affatto come il corpo. Quindi, ancora una volta, c’è il tuo corpo ora? [Adesso non c’è il mio corpo.] Cosa c’è che non è il tuo corpo? [C'è la durezza a non essere il mio corpo.] Nel momento del vedere, è la durezza a non essere il tuo corpo? [Nel momento del vedere, non c’è la durezza.] Quindi, ciò che viene visto sei tu? [No, ciò che viene visto è l’oggetto visibile.] Quindi, c’è un po' più di comprensione dell’oggetto visibile come non il mio corpo ora? [Sì, Ajahn.] Ciò che viene visto è morbido? [No, Ajahn, ha una caratteristica diversa.] Quindi, ciò che viene visto non può essere assolutamente nulla; non può essere una tazza, non può essere un cane, non può essere pelle o qualsiasi altra cosa, giusto? [Sì, Ajahn.] C’è qualche istante adesso nella vita, di comprensione di ciò che viene visto non come un gatto, non un cane, non la mia gamba, non il mio braccio, non un fiore, assolutamente niente? [Sì, Ajahn, potrebbe esserci grazie all’ascolto del Dhamma e ad un'attenta riflessione.] Per questo deve essere a poco a poco, l’eliminazione o la graduale diminuzione dell’idea di qualcosa nei diversi colori che appaiono con il vedere.

Quindi, ora la convinzione è più ferma - in verità non c’è nessuno, assolutamente, non esiste nulla, solo dhamma diversi che appaiono attraverso porte diverse, uno alla volta. Senza una ferma convinzione già dall’inizio riguardo alla verità, può essere realizzata? Gradualmente, fino al momento della realizzazione della natura di una sola realtà alla volta. È adesso lo studio del Dhamma attraverso le parole del Buddha, il Perfettamente Illuminato? [Sì, Ajahn.] Quindi, se parliamo di altre cose, come del denaro in banca e così via, può esserci della comprensione di ciò che c’è in quell’istante come dhamma? [No, Ajahn.] Ma quando parliamo della verità, questa si applica a qualunque momento. Per esempio, quando si pensa a mille dollari, è il pensare, e le condizioni per quel pensare vengono dall’udire, dal vedere, dal considerare ciò di cui si è parlato - come qualcosa, ma in verità, non c’è alcunché. Quindi, non ci sei tu o qualcun altro a mangiare - ci sono solo i dhamma: nama dhamma e rupa dhamma. Non è forse questo il momento di cominciare a prestare attenzione alle caratteristiche di ciò che appare, invece che come a qualcosa o qualcuno, come al solito? Quindi, il momento migliore è quello in cui si parla della verità di ciò che c’è adesso, o proprio allora o in qualunque momento essa appaia. Altrimenti, ogni istante passa senza alcuna comprensione della verità che si è ascoltato.

Dal parlare delle realtà presenti può risultarne la comprensione

Quindi, ora, al momento di pensare ai mille dollari, può esserci la comprensione della verità propria di quell’istante? [Sì, Ajahn.] E in che modo quell’istante può sorgere, cosa lo condiziona? In che modo si può comprendere la verità nel momento in cui si pensa a un milione di dollari, per quale ragione? [Grazie all’ascolto del Dhamma e ad una saggia riflessione.] Quindi, quando non c’è la comprensione, non ci può esserci quel momento, un simile momento, in nessun modo. È vero? [Sì, Ajahn.] Ecco perché quel momento può essere il risultato di ciò di cui parliamo, riguardo le realtà presenti, per comprenderle un po' meglio, ciò che deve essere presente, imparando a riconoscerle quando ci sono, gradualmente, poco a poco, finché non condiziona il momento della comprensione diretta dell’oggetto. Quindi, quando parliamo di altri argomenti, può ciò condizionare il momento di comprensione della verità in quel preciso instante, indipendentemente da che cosa si pensi o si ascolti o si veda, senza la comprensione, proprio ora, della verità di nama e di rupa, può esserci un tale istante, di comprensione diretta di ciò che c’è ora? [No, Ajahn. Senza l'ascolto del Dhamma e senza retta comprensione, non è possibile realizzare la verità del momento del pensare.] C'è qualcuno che può fermare il pensare? [No.] Perché… perché no? [Perché è anatta.] Giusto, ma può esserci un po’ più di comprensione dall’ascolto della verità, poco a poco, è l’unico modo per condizionare l’istante di realizzare la verità di un solo oggetto, di una sola realtà alla volta, più chiaramente. C’è un altro modo? [No, Ajahn. Non c’è altro modo.] E questo condizionerà un pizzico di comprensione in più di ciò che è presente adesso.

Video completo originale #Dhammahome: https://www.youtube.com/watch?v=o_CEelkthZo

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